Adriano Cavadini: "Polo Sportivo? Così è un salto nel buio"

Adriano Cavadini: "Polo Sportivo? Così è un salto nel buio"

Maggio 28, 2020 - 06:40
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Il tema politico che divide Lugano, che si appresta a passare dal vaglio del Legislativo comunale, è quello del Polo Sportivo. Il prossimo lunedì i consiglieri comunali saranno chiamati ad esprimersi sul messaggio inerente la progettazione definitiva, per il costo di 14 milioni, ma ovviamente questa è solo la progettazione. Dalla Commissione della gestione sono usciti due rapporti, quello di maggioranza, e quello di minoranza firmato unicamente dai commissari Plr (che in sostanza "toglie" le previste torri per uffici).

Sul tema abbiamo intervistato il già consigliere nazionale del Plr Adriano Cavadini, che in questi mesi non ha mancato di esprimere le sue critiche sul messaggio in questione...

Adriano Cavadini, lei ha già avuto modo di esprimersi in maniera critica sul messaggio relativo al Polo Sportivo, che si appresta a passare al vaglio del Consiglio comunale di Lugano. Il rapporto di minoranza sottoscritto dai commissari Plr della Commissione della gestione la soddisfa?

Parzialmente. Se non altro propone di togliere tutto quanto riguarda le torri, che sarebbero un elemento molto pericoloso per il centro di Lugano. Portare gli uffici fuori dal centro equivale a portare via movimento e persone dal centro cittadino, che già versa in una situazione estremamente difficile.

Io rimango sorpreso che il Municipio insista per far votare la settimana prossima su questa spesa di 14 milioni di franchi per la progettazione. Guardiamo ad esempio a quanto successo a Bellinzona, per un sorpasso di 7-8 milioni. Qui si vuole votare un credito di 14 milioni per la progettazione, senza che sia abbia un'indicazione precisa di quanto sarà il costo finale della parte pubblica del progetto: vale a dire Stadio, Palazzetto dello Sport e lo spostamento delle attività al Maglio di Canobbio. Chi le finanzia? Su questo c'è il silenzio totale. Mi si dice che si troveranno dei soldi e che l'idea del Municipio è che i promotori trovino un finanziamento, a condizioni che oggi non si conoscono, e che poi questo finanziamento verrà assunto dalla Città su un arco di 25 anni. Si è chiamati a discutere spese di centinaia di milioni senza avere queste informazioni. 

In un momento molto difficile finanziariamente come quello attuale, mi sembra veramente un salto nel buio.

 

La partecipazione dei privati al progetto doveva servire a ridurre il costo per la Città dell’opera…

Inizialmente l'idea era di dare ai privati la possibilità di costruire, in cambio del pagamento delle spese dello Stadio e il Palazzetto dello Sport, o perlomeno una parte di esse. 

Bisognerebbe vedere le offerte, ma ora i privati, dalle mie informazioni, non finanzieranno la parte pubblica, bensì troveranno un finanziamento, proveniente da una banca o un’altra istituzione, che presterà questi 200-250 milioni, avendo fiducia nella Città che sottoscrive l’impegno. Una cifra che per altro non si conosce. I palazzi sarebbero uno “zuccherino” in più. Il Comune dice ai privati di costruite i palazzi per poi affittarli, garantendo un'entrata a questi privati, che altrimenti non costruirebbero le due torri. È un gioco un po' rischioso a mio avviso in questo momento. 

Ci tengo a precisare che io sono favorevole alle attività sportive, ma si potevano trovare soluzioni meno onerose finanziariamente, sia per lo Stadio che per il Palazzetto dello Sport. 

 

Una delle due torri era previsto fosse destinata ad ospitare la Magistratura. È ancora un'ipotesi percorribile questa, visto che il Gran Consiglio si chinerà sull'acquisto del Palazzo dell'ex Banca del Gottardo per ospitare la Magistratura?

Sarei contento se il Consiglio di Stato sistemi i palazzi dell'ex Banca del Gottardo (ora EFG) per ubicarvi la Magistratura. Così si manterrebbe in Città un movimento di persone, molto più che non spostandosi a  Cornaredo. Per di più oggi siamo pieni di uffici e appartamenti sfitti. Vogliamo ancora costruire delle torri? Quello che si chiede sono infrastrutture sportive, non delle torri. Se si deve, come anch'io sono convinto, aggiornare e migliorare le infrastrutture sportive, bisogna trovare delle soluzioni che siano sostenibili finanziariamente per la Città. Chi sostiene questo progetto lo fa per le attività sportive. Le torri non sono a mio avviso un elemento prioritario.

 

Lei voterebbe a favore del rapporto di minoranza del Plr?

Così come presentato io voterei contro. Direi al Municipio di presentare una soluzione meno onerosa finanziariamente, e realizzabile in tempi brevi, per risistemare lo Stadio e per costruire un Palazzetto dello Sport, senza andare al Maglio. 

Un articolo dell'architetto Antorini uscito sul Corriere del Ticino evidenziava che si potrebbe risistemare lo stadio con una ventina di milioni al massimo. Non so se sia così, ma togliendo la tribuna e la pista di atletica, come prevedono le nuove regole, credo si possa ottenere, con una spesa molto contenuta e in tempi brevi, uno Stadio. Oltre a ciò bisogna cercare una soluzione meno onerosa finanziariamente per il Palazzetto dello Sport.

Attualmente per il costo finale si parla 248 milioni. Non so se la Città di Lugano, che ha di fronte anni finanziariamente difficili, come il Cantone e la Confederazione, possa permettersi una spesa simile, anche se diluita su 25 anni. Facciamo il passo secondo la gamba, come scriveva anche Fulvio Pelli. Oggi però c'è una grossa pressione su questo progetto. 

 

Come si spiega questa volontà di andare comunque avanti con questo progetto?

Se la maggioranza della Commissione e la maggioranza in Consiglio comunale intraprenderanno questa strada, si assumeranno le loro responsabilità. Vedremo poi se riusciranno a realizzarlo.

Il rischio, con un investimento così oneroso, è che alla fine si rimanga con un pugno di mosche in mano. Mi rincresce che il Municipio non abbia voluto valutare una soluzione alternativa: un “piano B”, senza torri, con la sistemazione dello Stadio attuale, senza spostarlo, e un Palazzetto dello Sport in una forma più contenuta. Credo che un messaggio di questo tipo non sarebbe stato contestato da nessuno e potrebbe essere realizzato in tempi brevissimi. 

 

È una critica anche al capodicastero Roberto Badaracco?

Secondo me Roberto Badaracco non si rende conto che le finanze di Lugano, e non solo, si troveranno di fronte a delle grosse difficolta, già quest’anno, oltre che nei prossimi: aziende che chiudono, altre che lavorano ad orario ridotto, persone in disoccupazione parziale, che pagheranno meno imposte. Mi piacerebbe sapere che valutazione fa la Città sul possibile andamento delle finanze nei prossimi anni. In questo momento è difficile fare previsioni, ma delle ipotesi di come potranno evolvere le finanze nei prossimi 4-5 anni, credo debbano essere un elemento imprescindibile prima di prendere una decisione di questa portata.