In 2'000 a casa per la "partitella": gli effetti collaterali dello sport

In 2'000 a casa per la "partitella": gli effetti collaterali dello sport

Agosto 11, 2020 - 14:07
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La Suva ha pubblicato oggi i dati relativi agli infortuni legati alla pratica del calcio. In media sono 45'000 all'anno, pari a 2000 posti di lavoro a tempo pieno di cui le aziende devono fare a meno. 

Sono più di tutti i casi di contagio da covid attualmente certificati dall’inizio della pandemia in Svizzera. Solo che coloro che si infortunano, giocando soltanto al calcio, in media, sono 45’000 ogni anno. Lo dice la Suva, l’assicurazione contro gli infortuni, che oggi ha diffuso alcune cifre relative agli infortuni nello sport, nello specifico il calcio, appunto.

Dei 45’000 infortuni medi ogni anno, spiega la Suva in un odierno comunicato, derivano 2'000 posti di lavoro a tempo pieno di cui le aziende devono fare a meno sull’arco di 12 mesi.

Per quanto riguarda le statistiche anagrafiche, secondo la statistica LAINF della Suva, “il 64 per cento degli infortunati ha meno di 30 anni; il 93 per cento è rappresentato da uomini e solo il 7 per cento da donne. Questi infortuni non causano solamente sofferenze alle persone che li subiscono, ma generano anche costi unitamente a perdite economiche per le imprese”.

Parlando di calcio ovviamente gli infortuni sono da ascrivere in particolar modo agli scontri fra giocatori. “Gli scontri fra avversari per conquistare il pallone possono causare lesioni serie”, ci rende edotti la Suva. “La maggior parte degli infortuni è causata dal contatto fisico e la parte del leone in questo campo spetta alle entrate in scivolata. Non raramente, chi effettua o subisce questo tipo di intervento deve poi lasciare il campo”. Ma “anche i colpi di testa non sono privi di rischi. Secondo la statistica LAINF della Suva, ogni anno si verificano circa 450 commozioni cerebrali”.

Discorso più sostanziale è quello che riguarda i costi. “Una persona infortunata manca dal lavoro, in media, per due settimane”, scrive la Suva. “34 infortunati all'anno subiscono perfino un'invalidità. Oltre a dover compensare le assenze attingendo a risorse umane supplementari, le imprese lamentano spesso perdite economiche dovute alla formazione del personale sostitutivo e all'impossibilità di eseguire gli ordini in tempo utile”.

La Suva invita pertanto, a “saper valutare le proprie capacità e la propria condizione fisica” e  propone un nuovo quiz per sensibilizzare sulla prevenzione degli infortuni sul campo di calcio.

I costi per i datori di lavoro (e per l’assicurazione infortuni, ovviamente) sono quelli di cui si occupa la Suva in questo caso. Per avere una visione complessiva del costo reale andrebbero aggiunti anche i costi per il sistema sanitario derivanti da questi infortuni, come altri costi indiretti. E si parla solo di calcio. Quali sarebbero i costi aggiungendo altri sport dove è facile infortunarsi, come ad esempio gli sport invernali o gli sport “estremi”? Una domanda sorge spontanea: qualcuno ha mai fatto un reale calcolo per verificare se consigliare alle persone di fare sport sia effettivamente un buon investimento in termini di costi sociali?