100 milioni, la fattura per la sanità ticinese

100 milioni, la fattura per la sanità ticinese

Giugno 01, 2020 - 20:35
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Il Caffè in un articolo pubblicato ieri fornisce alcune stime del costo della crisi coronavirus sulle finanze degli ospedali. Ad incidere pesantemente sono i mancati introiti dovuti alla sospensione degli interventi non urgenti. 

Potrebbe aggirarsi attorno ai 100 milioni il costo causato dall'emergenza coronavirus per la sanità ticinese. Come riporta il Caffé nella sua edizione di ieri già ad oggi si devono mettere in conto importanti perdite, fra EOC (Ente cantonale ospedaliero) e strutture private. 

Come spiega il direttore dell'EOC Giorgio Pellanda al domenicale attualmente è calcolata una perdita di 60-70 milioni per il periodo di marzo-aprile, in cui, a causa dell'ordinanza federale Covid, sono stati vietati gli interventi non urgenti. Dunque si tratta di mancati incassi. Ora gli interventi non urgenti hanno potuto riprendere, ma comunque "recuperare" quanto tralasciato nei due mesi più intensi dal punto di vista sanitario non sarà semplice. L'emergenza, scrive Il Caffè, "all’interno degli ospedali, non è terminata, perché la presa a carico dei pazienti è necessariamente cambiata. Le modalità di ingresso, sia nei pronto soccorso che nei reparti, devono tener conto della minaccia del coronavirus. In autunno, quando al coronavirus si mischerà quello tradizionale dell’influenza, le operazioni di selezione dovranno essere accurate e imporranno tempi maggiori". Il calcolo esclude anche una possibile seconda ondata ed una eventuale nuova sospensione degli interventi non urgenti, che ovviamente comporterebbe ulteriori perdite. 

Anche sul fronte delle cliniche private si sono avute perdite. Christian Camponovo, direttore della Clinica Moncucco, spiega a "Il Caffè" che i mancati introiti ammontano al momento a circa 2-3 milioni di franchi. Anche qui si tratta però di una cifra con tutta probabilità destinata ad aumentare.