“Odio per fare profitti”. E importanti inserzionisti ritirano la pubblicità da Facebook

“Odio per fare profitti”. E importanti inserzionisti ritirano la pubblicità da Facebook

Giugno 23, 2020 - 09:19
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Alcune aziende che fanno pubblicità su Facebook hanno deciso di aderire alla campagna “Stop Hate for Profit” e hanno ritirato la loro pubblicità dal social media.

Facebook si trova ad affrontare un boicottaggio di alcuni inserzionisti pubblicitari, che hanno ritirato la loro pubblicità dal social media, ritenuto colpevole di non aver affrontato adeguatamente il problema dei discorsi d’odio sulla piattaforma.

Come spiega il Guardian i rivenditori di abbigliamento North Face, REI e Patagonia, si sono impegnati a non pagare la pubblicità sulle piattaforme Facebook nell'ambito della campagna "Stop Hate for Profit", lanciata la scorsa settimana da varie sigle attive nella lotta contro l’odio e la diffamazione.

Lo stesso movimento chiede agli inserzionisti di fare pressione sul gigante della tecnologia affinché adotti politiche più stringenti contro i contenuti razzisti e di odio sulle sue piattaforme, mettendo in “pausa” le inserzioni per il mese di luglio.

Secondo gli attivisti promotori Facebook "amplifica i messaggi dei suprematisti bianchi" e "permette l'incitamento alla violenza”.

"Abbiamo visto da tempo come Facebook abbia permesso ad alcuni dei peggiori elementi della società di entrare nelle nostre case e nelle nostre vite", ha detto Jonathan Greenblatt, amministratore delegato della Anti-Defamation League (ADL), in un comunicato citato dal quotidiano britannico Guardian. "Le nostre organizzazioni hanno cercato, individualmente e collettivamente, di spingere Facebook a rendere le loro piattaforme più sicure, ma hanno ripetutamente fallito nell'intraprendere azioni significative. Speriamo che questa campagna mostri finalmente a Facebook quanto i loro utenti e i loro inserzionisti vogliano che facciano seri cambiamenti per il meglio". Secondo un sondaggio condotto dall’ADL nel 2019 inoltre Facebook è la piattaforma social media dove la maggior parte degli americani ha riferito di aver subito odio e molestie.

Carolyn Everson, vice-presidente del gruppo Facebook, ha dichiarato che “rispettiamo profondamente la decisione di qualsiasi marchio, e rimaniamo concentrati sull'importante lavoro di rimuovere i discorsi di odio e fornire informazioni critiche sul voto".