Una pietra sopra il referendum? Ghisletta criticato

Una pietra sopra il referendum? Ghisletta criticato

Giugno 20, 2018 - 22:52
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Il comitato cantonale socialista era riunito oggi a Bellinzona per esprimersi su la "Scuola che verrà" e alcuni oggetti federali.

Nella calda ultima sera di primavera i socialisti Ticinesi erano riuniti a Bellinzona nel comitato cantonale del partito. Prima della pausa estiva, in cui anche la politica (perlomeno istituzionale) si ferma, i socialisti avevano all’ordine del giorno l’approvazione dei conti relativi al 2017, la relazione del consigliere di Stato Manuele Bertoli inerente la riforma della Scuola Media “La scuola che verrà”, e la presa di posizione sulle iniziative popolari federali “Per alimenti equi”, “Per la sovranità alimentare” e sul contro progetto diretto all’iniziativa popolare federale “Per la promozione delle piste ciclabili e dei sentieri e percorsi pedonali”.
Non prima però delle comunicazioni del presidente del Ps Ticino. Igor Righini, nel suo intervento di apertura del comitato, ha voluto affrontare anche alcune tematiche di attualità. In casa socialista non si poteva non spendere parole di biasimo per le recenti azioni e dichiarazioni del Ministro degli interni italiano Matteo Salvini (che ha bloccato l’attracco della nave Acquarius carica di migranti e ha proposto una “schedatura” per i rom in Italia). Righini ha detto che ora più che mai è necessaria la presenza della sinistra, a fronte di una destra che, anche in Svizzera, va contro ai “valori fondanti del nostro Stato”. Anche le recenti vicissitudini legate ai conti di Autopostale (che hanno portato alle dimissioni della direttrice de La Posta Susanne Ruof) sono state toccate e legate da Righini alla vertenza sulla chiusura degli uffici postali. Vi è, ha detto, il “legittimo sospetto” che La Posta possa aver anche alterato i suoi numeri per giustificare la chiusura “discriminata” degli uffici postali. Le chiusure degli uffici postali vanno dunque per ora congelate.
“Piatto forte” della serata era però la dettagliata relazione di Manuele Bertoli su “La scuola che verrà”. Il consigliere di Stato socialista ha voluto evidenziare, in apertura del suo intervento, come con quanto prevede la sperimentazione “non si tratta di standardizzare gli obiettivi che gli allievi devono raggiungere, ma di accompagnarli verso l’obiettivo più alto possibile”. Il consigliere di Stato ha anche respinto al mittente il “falso argomento” che la riforma comporti uno smantellamento della Scuola pubblica. Bertoli ha anche respinto la critica che i docenti non sono stati sufficientemente coinvolti nella sperimentazione: “tutti i docenti della scuola dell’obbligo sono stati coinvolti”, ha detto il consigliere di Stato. “Il Ticino ha investito molto nel polo universitario, ora è tempo di investire anche nella scuola dell’obbligo”, ha concluso il direttore del DECS (Dipartimento educazione, cultura e sport).
Il comitato cantonale ha approvato all’unanimità il sostegno a “La scuola che verrà”. In seguito i socialisti hanno dato il loro sostegno anche ai tre oggetti federali all’ordine del giorno.
Agli eventuali invece, si è fatto un passo indietro verso il risultato della votazione sul pacchetto fiscale. Votazione che ha visto il Ps schierarsi contrario e “smentire” la maggioranza del proprio gruppo parlamentare. Il presidente Igor Righini ha detto che ora è necessario “guardare” al futuro e mettere una pietra sopra le divergenze nel partito. Non sono mancati però alcuni interventi critici nei confronti in particolare del granconsigliere Raul Ghisletta, come quelli del socialista di Claro Alberto Casari, del già granconsigliere Ivan Cozzaglio e del già capogruppo in Conisglio comunale di Lugano Martino Rossi. Ghisletta è stato "bacchettato" per aver continuato a sostenere (quale segretario della Vpod) il sì alla riforma fiscale anche dopo il voto della conferenza cantonale di Sant’Antonino che decretò il “no” del Ps alla riforma fiscale.