Tuto Rossi: “il Comune è in mano ai funzionari”

Tuto Rossi: “il Comune è in mano ai funzionari”

Luglio 05, 2018 - 08:00
Posted in:

Il consigliere comunale Udc di Bellinzona Tuto Rossi non le manda a dire sulle recenti vicende che hanno contraddistinto la cronaca politica della Città di Bellinzona. Lo scorso mese al centro dei riflettori, oggetto di un’interrogazione del gruppo Lega-Udc, c’è stata la gestione con un disavanzo di oltre mezzo milione di franchi dei Castelli. Ieri il Corriere del Ticino riportava della dura sentenza del TRAM che ha annullato l’assegnazione degli appalti per fornitura di generi alimentari alle case per anziani.
Anche qui la Lega-Udc ha voluto rimarcare la sua opposizione…

Tuto Rossi, il Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) ha “bacchettato” il Municipio di Bellinzona sulle delibere per la fornitura di generi alimentari alle case per anziani, dando ragione al ricorso di una delle ditte che aveva partecipato al concorso. La Lega-Udc di Bellinzona ha criticato l’operato del Municipio ieri in un comunicato. Lei, che è anche giurista, come si spiega un simile errore da parte dell’Esecutivo?
La spiegazione è semplice e nello stesso tempo drammatica. Il Municipio, ovvero i sette municipali, non hanno “in mano” i funzionari. Non sanno governare il Comune. Sono un disastro.
Il Comune è gestito totalmente dai funzionari, senza che i capi dicastero abbiano il controllo di quello che fanno. L’unica occupazione dei municipali è quella di raccogliere voti in vista della loro rielezione.

Crede che questa problematica sia sorta con l’aggregazione o esisteva già prima?
Probabilmente è un “andazzo” che è sempre esistito. Con l’aggregazione la situazione è peggiorata perché c’è maggiore competizione tra i politici e quindi il tempo da dedicare alla propaganda politica personale in vista della rielezione è aumentato.

Nell’ultimo mese il gruppo Lega-Udc di Bellinzona è stato molto attivo anche sulla vicenda della gestione dei Castelli. In un comunicato ad inizio giugno la sezione della Lega chiedeva che “i responsabili della cattiva gestione dovranno passare alla cassa e rassegnare immediatamente le dimissioni” (la direttrice dell’Organizzazione turistica regionale Bellinzona e Alto Ticino Flavia Marone ha già comunicato che non intende farlo). Come si fa però a fare in modo che delle strutture come i castelli, che richiedono importanti lavori di manutenzione e dunque costi, non generino di mezzo milione di franchi di disavanzo?
Preciso che personalmente non ho chiesto le dimissioni dell’avvocato Marone. Il problema riguarda la struttura e non le persone.
Che i castelli costino è chiaro e va bene. Quello che è difficile da accettare è che sorgano continuamente perdite impreviste non messe a budget. Le strutture sono gestite in modo totalmente amatoriale. Di tanto in tanto si scoprono così delle voragini che non erano previste. È evidente che il mantenimento dei castelli ha un costo, ma bisogna anche sapere prevedere questi costi in anticipo.

In passato ci sono stati tentativi per dare una gestione oculata alle strutture. Questi progetti non sembrano però aver dato risultati…
Non hanno dato nessun risultato perché la definizione delle competenze è totalmente schizofrenica, fra Cantone, Ufficio Beni Culturali e Comune. C’è divergenza sulla ripartizione dei compiti. Per fare un esempio: il Cantone vuole mettere delle televisioni all'entrata per divulgare la storia dei castelli e il Comune dice che è illegale mettere questi schermi perché l'architettura viene snaturata. Siamo a questi livelli.

Due anni or sono il consigliere di Stato a capo del Dipartimento educazione cultura e sport Manuele Bertoli aveva lanciato la proposta di vendere i castelli alla città di Bellinzona per una cifra simbolica di un franco (vedi qui). Sarebbe un passo nella giusta direzione?
Sì, ma il problema sta altrove. Bisogna saper scegliere dei responsabili non secondo l'obbedienza partitica, ma secondo la competenza. Il clientelismo imperante invece fa in modo che a Bellinzona sorgano in continuazione delle situazioni di malagestione.

Con le elezioni della Nuova Bellinzona aggregata nel 2017 la Lega-Udc ha fatto il suo ingresso in Municipio. Nonostante ciò la linea di opposizione che avete seguito su molti temi è stata più marcata che in passato. Come mai?
Noi abbiamo un solo municipale su sette. Siamo un partito di opposizione perché siamo contrari alla gestione dell'asse Plr-Partito socialista. Un'asse "piglia tutto”, che fa male tutto.

Vede il ruolo vostro gruppo come quello di "cane da guardia" dell'operato dell'Esecutivo?
No. Noi siamo un partito di opposizione che vuole rovesciare l'attuale maggioranza per conquistarne una nostra in Municipio. Noi riteniamo di poter gestire molto meglio la Grande Bellinzona rispetto a quello che stanno facendo Plr, Ps e Ppd, che lavorano con il vecchio sistema del clientelismo e della redistribuzione partitica dei lavori e dei vantaggi personali. Noi vogliamo gestire il Comune secondo i criteri di efficienza e competenza, dando i posti di direzione alle persone più capaci, indipendentemente dal colore politico.