Sì, alcuni consiglieri comunali parlano troppo. Ma la mozione non mette d'accordo tutti

Sì, alcuni consiglieri comunali parlano troppo. Ma la mozione non mette d'accordo tutti

Luglio 10, 2018 - 18:35
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I Consiglieri comunali "parlano troppo"? Una mozione presentata  dai consiglieri comunali della Lega di Lugano Censi, Bernasconi e Bortolin vuole introdurre il dibattito ridotto e la procedura scritta. Cosa ne pensano gli altri partiti?


È tempo di mettere un freno ai consiglieri comunali troppo smaniosi di protagonismo durante le sedute del Legislativo?
Ieri i consiglieri comunali di Lugano della Lega dei Ticinesi Andrea Censi, Lukas Bernasconi e Marco Bortolin presentavano una mozione che chiede di introdurre le forme di “dibattito ridotto” e “procedura scritta” per le discussioni durante le sedute di Consiglio comunale, formule che sono già presenti ad esempio per le sedute del Gran Consiglio (vedi qui). In sostanza si tratta di concedere la parola solo ai capigruppo, ai municipali e ai relatori dei rapporti delle commissioni per il dibattito ridotto, mentre la procedura scritta sarebbe prevista qualora tutti i gruppi rappresentati nella relativa commissione sono concordi su un oggetto in votazione. In questo caso, per decisione dell’Ufficio presidenziale, su proposta motivata della commissione interessata, si potrebbe procedere alla votazione senza dibattimento. La formula del dibattito libero, in cui tutti i consiglieri comunali hanno diritto di intervenire due volte su un oggetto, verrebbe mantenuta “se vi sono più rapporti e il tema ha una significativa importanza di interesse generale”.
Qual è l’opinione su questo tema degli altri partiti? Perlomeno il fatto che alcuni consiglieri comunali si dilunghino in interventi ripetitivi o poco utili ai fini del dibattito sembra esse condiviso. “Spesso e volentieri”, scrivevano i tre consiglieri comunali leghisti nella loro mozione, “più che la necessità di portare avanti una propria opinione a spingere il relatore o il consigliere comunale ad intervenire è la speranza di essere ripreso il giorno seguente dai media”.

La capogruppo socialista in Consiglio comunale Simona Buri concorda che la problematica sussista. Ad esempio per “i consiglieri comunali che leggono in sala i rapporti commissionali, ma si presuppone che tutti i membri del legislativo gli abbiano già letti", dice. Tuttavia, sostiene la capogruppo Ps, "modificare il regolamento non mi sembra una soluzione valida,  andrebbero invece richiamati all'ordine coloro che fanno perdere tempo". 

"Dobbiamo guardare in faccia alla realtà", osserva il consigliere comunale e presidente della sezione Ppd di Lugano Angelo Petralli, "il livello degli ultimi due Consigli comunali è stato molto basso, in primo luogo per alcune considerazioni che secondo me non andavano fatte. Inoltre nonostante gli oggetti siano già stati discussi in commissione e nei gruppi, alcuni consiglieri comunali prendono la parola solo per essere ripresi dai media. Questo non va bene, ci vuole più ordine. Non è possibile che un Consiglio comunale tenuto sull'arco di due giorni arrivi alla fine del secondo giorno senza evadere tutte le trattande". Sulla mozione Petralli si dice "in linea di massima d'accordo". "Ne approfondiremo i contenuti e ne discuteremo all'interno del nostro gruppo", ci dice.
"Sicuramente vi sono degli interventi i Consiglio comunale prettamente a fini mediatici e non tanto per contribuire al dibattito”, ci dichiara la consigliera comunale e vicepresidente del Plr di Lugano Morena Ferrari Gamba. “Ciò detto le regole vi sono già: il relatore di un rapporto ha diritto a dieci minuti per intervenire e i gli altri consiglieri comunali ne hanno cinque. Sta al presidente eventualmente interrompere una persona che sta ripetendo cose già dette o esce dai tempi previsti". 
Ferrari Gamba si dice invece  “più critica verso una serie di interrogazione e interpellanze più o meno inutili, fatte per avere visibilità mediatica. Questo si che fa perdere tempo e soldi al Comune, perché il Municipio e i dipendenti comunali devono poi rispondere in modo estremamente preciso e circostanziato”. "Il Consiglio comunale è il luogo del dibattito e le regole ci sono, sta anche al buon senso di ognuno non abusarne. Non si può imporre al consigliere comunale di non leggere un rapporto. Ognuno ha il suo modo di esprimere la propria posizione”, dice la consigliera comunale liberale radicale.
Petralli invece ritiene che il dibattito nelle commissioni e nei gruppi sia sovente sufficiente, considerando che le commissioni vedono la presenza di 13 membri di tutti i partiti e che l’oggetto venga poi discusso all’interno dei gruppi. “A questo punto credo che sia inutile arrivare in Consiglio comunale e continuare a ribadire le stesse cose e magari leggere il rapporto dei relatori, che i consiglieri comunali avrebbero già dovuto leggere”.