Reddito di base incondizionato: rischio o opportunità?

Reddito di base incondizionato: rischio o opportunità?

Aprile 29, 2016 - 20:00
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Ieri sera a Locarno si è dibattuto sul reddito di base incondizionato, in votazione il prossimo 5 giungo. Roncelli, Zanchi, Morisoli e Marioli hanno esposto le loro motivazioni.

Ieri sera, nella sala del Consiglio comunale di Locarno, si è svolto un dibattito su una delle votazioni in programma per il prossimo 5 giugno, quella riguardante l'iniziativa per un reddito di base incondizionato. A dibattere sul tema, moderati da Clemente Mazzetta, erano presenti il consigliere comunale locarnese dei Verdi Pierluigi Zanchi e il presidente del comitato cantonale del Partito socialista Evaristo Roncelli, per i favorevoli all'iniziativa, e il granconsigliere de La Destra Sergio Morisoli e il consigliere comunale leghista di Lugano Nicholas Marioli, per i contrari.
Il dibattito ha visto i relatori confrontarsi sulle varie implicazioni di un'eventuale attuazione di questa proposta, che dovrebbe garantire a tutti i cittadini un contributo da parte dello Stato di 2'500 franchi mensili.
I favorevoli hanno sottolineato come, nell'epoca dell'automatizzazione della produzione e della globalizzazione digitale, garantire un reddito non dipendente dal mercato del lavoro sia fondamentale per compensare la sempre minore incidenza del lavoro salariato. Oltre a ciò questa proposta potrebbe affrontare con migliore efficacia rispetto al Welfare State esistente le problematiche di precarietà economica delle fascie più deboli della popolazione, comportando in definitiva, minor costi per l'Ente pubblico.
Per i contrari invece quella del reddito di base incondizionato è una proposta che non tiene conto della meritocrazia e che favorisce il parassitismo, dato che molte persone sarebbero portate ad accontentarsi di questo reddito e non cercare più un lavoro, oltre che a comportare costi notevoli per lo Stato.