Le Iene: dj Fabo sì e D'Amico no? E intanto Cappato vuole essere processato subito

Le Iene: dj Fabo sì e D'Amico no? E intanto Cappato vuole essere processato subito

Ottobre 23, 2017 - 18:50

Le Iene, programma televisivo di Italia 1, sono tornate ad occuparsi di suicidio assistito. E come accade con la vicenda di dj Fabo, nella vicina Penisola, il caso ha (nuovamente, visto che i giornali italiani ne parlarono già nel 2013, leggi qui) suscitato clamore. Questa volta il protagonista è Pietro D'Amico, ex magistrato italiano che nel 2013 si recò a Basilea per morire. Se il caso di Dj Fabo aveva suscitato la comprensione, oltre che di numerosissimi italiani, anche degli autori di Le Iene, il caso dell'ex magistrato italiano viene presentato con più criticità dall'inviata Nadia Toffa. I documenti sanitari presentati da D'Amico sarebbero stati falsificati, per far figurare che il 62enne fosse afflitto da una malattia incurabile. Al di là del certificato però, come peraltro ammette lo stesso servizio, la legge Svizzera prevede che solo chi aiuta al suicidio per motivi egoistici è punibile.

In Italia la legge è ben diversa, e chi aiuta qualcuno a suicidarsi è punibile con il carcere da cinque a dodici anni. Per criticare questa legge Marco Cappato, leader del Partito Radicale, e che tramite l'associazione Luca Coscioni aiutò Dj Fabo a raggiungere la Svizzera in cerca della "dolce morte" si autodenunciò e finì sotto indagine. Indagine poi sfociata in un processo che dovrà tenersi a suo carico. Il giudice per le indagini preliminari Luigi Gargiulo aveva respinto la richiesta di archiviazione chiesta dalla Procura di Milano lo scorso 2 maggio e rinviato al 15 novembre la decisione fra il rinvio a giudizio o il non luogo a procedere. Marco Cappato ha poi lo scorso 5 settembre chiesto il processo immediato. 

 

1 marzo 2017
 
Marco Cappato, leader del Partito radicale, che ha ricoperto anche il ruolo di presidente che fu di Marco Pannella, nonché tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, è sotto indagine da parte della procura di Milano per aver aiutato il suicidio di Fabiano Antoniani, dj Fabo, deceduto lo scorso lunedì in una clinica di Dignitas a Pfäffikon, nei pressi di Zurigo. Ad autodenunciarsi era stato ieri lo stesso Cappato, per obbligare "lo Stato ad assumersi le proprie responsabilità".
 
Dj Fabo, paraplegico e cieco dal 2014 in seguito ad un incidente stradale, aveva scelto il suicidio assistito in Svizzera.