La rivincita di Marija

La rivincita di Marija

Agosto 08, 2016 - 16:00

È una produzione germanica e svizzera il film Marija, in programma oggi al concorso a firma di Michael Koch, regista svizzero, il cui corto Polar del 2009 riceve una Menzione speciale alla Berlinale.

 

Marija è una giovane donna ucraina, emigrata a Dortmund, dove lavora come addetta alle pulizie di un albergo. Ha un sogno: aprire un salone di parrucchiera, ma quando viene licenziata tutti gli sforzi per realizzare il suo grande desiderio sembrano sbriciolarsi.

Caparbia, comincia a cercare alternative e pur di raggiungere il proprio obiettivo, sarà disposta a mettere in gioco il proprio corpo, a rinunciare alle proprie relazioni sociali e anche ai propri sentimenti.

 

Ambientato a Nordstadt, quartiere multietnico di Dortmund, il film si presenta quasi come un noir, mentre l'aspetto sociale fa da sfondo alla storia. 

Ciò che interessa al regista è seguire il percorso di Marija, mostrarci la realtà dal punto di vista di questa donna, che non vuole essere vittima della sua condizione, bensì assumersi per intero la responsabilità delle proprie scelte, cosciente dei costi e dei benefici. 

La solitudine della protagonista è la solitudine dei migranti, di chi ha arretrato perché troppe volte è stato ingannato, ma è anche la solitudine di chi ce la vuole fare a tutti i costi. 

La fatica di farsi largo per costruirsi il proprio destino è sottolineato anche dalle riprese a ridosso del personaggio e le strade del quartiere che la giovane donna percorre sembrano costruire un labirinto claustrofobico, quasi a voler concorrere, assieme alle avversità, a soffocare quel desiderio di rivincita.

 

Ho voluto fare un film autentico - ha affermato il regista in conferenza stampa. Un viaggio in Ucraina mi ha consentito di venire a contatto con tanti giovani che volevano andare via di lì. In particolare la storia di una donna è quella che ha ispirato il soggetto del film. Inoltre alcune delle persone conosciute in Ucraina hanno lavorato al progetto.

Ma l'autenticità è percepibile anche nelle riprese tra le vie del quartiere e a tal proposito Koch ammette che i documentari girati in passato gli sono serviti anche per questo film, infatti prima di iniziare le riprese ha voluto conoscere bene il luogo perché, sostiene, se conosco un posto, posso anche raccontare una storia ed è la concretezza del luogo a tenere insieme la storia.