La Lega come partito unico e dell'emergenza continua? Locarno dovrà cambiare direttore?

La Lega come partito unico e dell'emergenza continua? Locarno dovrà cambiare direttore?

Giugno 20, 2018 - 06:48
Posted in:

Salvini "fagocità" i pariti italiani. Marco Solari dovrà presto

Il leader della Lega Matteo Salvini in tre mesi è riuscito ad allearsi con il Movimento 5 Stelle e a succhiarne tutta la linfa, spolpandoli.
Ora per il partito di Luigi Di Maio, se non il declino, almeno il surclassamento è garantito.     D'altronde è chiaro chi egemonizza la linea del Governo italiano: la Lega. I ministri pentastellati sono condannati a fare le comparse per un copione scritto e diretto da Salvini. In attese delle elezioni europee 2019, che segneranno la morte di Forza Italia, totalmente fagocitata da Salvini e il M5S che se non morto, sicuramente non sarà più primo partito.
Il Pd sarà ancora in attesa di decidere se tenersi gli eredi di Renzi o affidarsi a Zingaretti e Leu, Liberi e Uguali, che non si sarà ancora ripreso dalla batosta del 4 marzo 2018.
Salvini, in questo momento può "spolpare" tutti i partiti, poi i nodi arriveranno al pettine. È quello che è successo a Matteo Renzi dopo il 2014, avverrà anche per l'altro Matteo, quello leghista.
Se l'ex sindaco di Firenze amava presentarsi come rottamatore-rinnovatore-riformista, con continui proclami di possibili riforme, presentandosi come il leader del "partito della Nazione", Salvini ama presentarsi come l'uomo virile, con gli attributi, che non ha paura di niente e nessuno, che vuole "cantarle" alla Merkel quanto agli "eurocrati", affermandosi come leader di un ipotetico partito "dell'emergenza continua", tendenzialmente "partito unico italiano".
Quando Renzi salì sullo scranno di Palazzo Chigi, già suo padre era indagato per il fallimento di alcune sue società e il buon rottamatore era sotto la lente della Corte dei Conti per come aveva amministrato la città del giglio. Altrettanto Salvini prima di salire al vertice del Viminale, aveva magistrati (e giornalisti, soprattutto de L'Espresso) che volevano capire bene gli strani movimenti dei fondi della Lega in Lussemburgo, con indagini in Trentino come altrove.
Si sa già tutto, per sapere che non è questo il "nuovo che avanza", ma è tanto vecchio, potremmo definirlo tutto eredità (anche la vicenda dello stadio di Roma che coinvolge i grillini) dello stile politico dei vari Larini e Palmstein di craxiana memoria.
 
 

**********

Il direttore artistico del Festival di Locarno, Carlo Chatrian, stando ad indiscrezioni della stampa tedesca, potrebbe andare a dirigere la Berlinale.
Il ministro della cultura tedesco dovrebbe comunicare il nome del nuovo direttore del Festival di Berlino il 22 giugno. Dunque fra 48 ore si saprà se Marco Solari dovrà cercarsi un nuovo direttore oppure no.
 
 
 

**********

Le spese di rappresentanza fanno discutere in Gran Consiglio. Pronzini alla carica e Gobbi, con ironia (riferendosi alla sua dieta) in difesa. Sta di fatto che chi ha speso meno è Zali&co del Dipartimento del Territorio con 1270 frs, poi viene Beltraminelli del Dss con 2184 frs, un po' di più ha speso il Dfe di Vitta con 2548 frs e Bertoli del Decs con  3691 frs. Infine, il più "spendaccione" è Gobbi con il suo Dipartimento delle Istituzioni che ha speso 31000frs (20000 alla voce Direzione e 11000 alla voce segreteria generale). Normale che salti all'occhio. E non bisognerebbe neanche inalberarsi se qualcuno chiede spiegazioni.
È compito dei parlamentari fare da "guardiani" sull'operato dei ministri. O no?