Iniziativa per l'espulsione dei criminali stranieri: le ragioni del NO

Iniziativa per l'espulsione dei criminali stranieri: le ragioni del NO

Febbraio 15, 2016 - 14:00
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Il prossimo 28 febbraio siamo invitati ad esprimerci su vari oggetti di carattere federale. Uno di questi è l'iniziativa popolare proposta dall'UDC: “Per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa per l'attuazione)”. 
Nel 2010 una prima iniziativa per l'espulsione dei criminali stranieri fu accolta, in votazione, sia dal popolo che dai cantoni. Da quel momento le camere federali ebbero cinque anni di tempo, per emanare le nuove leggi indirizzate dal testo accettato. Nel dicembre 2012, quando il Consiglio Federale non aveva ancora presentato al Parlamento le proposte di attuazione, e la discussione sul tema non era stata ancora affrontata dal legislativo, l'UDC ha depositato la suddetta iniziativa per l'attuazione. Nel marzo 2015 il Parlamento ha emesso le disposizioni legali, che prendono in considerazione i casi di rigore.
La nuova iniziativa prevede l'espulsione automatica dalla Svizzera per gli stranieri che commetto reati, indipendentemente dalla gravità del fatto, dall'entità della pena e da altre circostanze. Perciò anche dei reati poco gravi possono portare all'espulsione. 
La stessa richiede l'iscrizione di dettagliate disposizioni sull'espulsione direttamente nella costituzione. Inoltre, l'espulsione può essere realizzata anche senza una sentenza emessa da un giudice, essendo sufficiente un decreto d'accusa del pubblico ministero. 
Per concludere, l'iniziativa permette la differita temporanea dell'espulsione nel caso si debba inviare qualcuno in uno stato in cui è a rischio tortura o persecuzione.
A mio umile avviso, questo oggetto in votazione deve essere assolutamente respinto. 
In primo luogo, il nuovo testo cozza completamente con il nostro stato di diritto. Esso prevede l'elusione del Parlamento tramite disposizioni dettagliate direttamente dalla Costituzione. Ciò comporta un testo di legge con soluzioni meno praticabili e consensuali. 
La nuova iniziativa non solo supera il legislativo, ma limita pure le competenze dei giudici, in quanto non è possibile la valutazione delle peculiarità di ogni caso. 
Tra le varie negatività, c'è da considerare il fatto che il testo in votazione poterebbe a un superamento del “diritto internazionale cogente”. E per rimanere in tema, lo stesso porterebbe ad un contrasto tra la Svizzera e l'Unione Europea per quel che riguarda la libera circolazione delle persone. Un'altra criticità consiste nel fatto che l'iniziativa non considera la separazione classica dei poteri, poiché vengono elargite meno competenze al potere giudiziario. Vi è un sostanziale scavalcamento di quest'ultimo. Si realizzerebbe una situazione paradossale, in cui il giudice è il popolo, mentre la giurisdizione non viene coinvolta. 
In secondo luogo, il testo non rispetta uno de principi cardine del diritto: la proporzionalità, poiché viene inflitta una stessa pena, indipendentemente dalla gravità del fatto. In aggiunta non verrebbero considerate le circostanze. In poche parole, si potrebbe venire espulsi anche per un singolo reato minore. Il diritto moderno ci insegna che la pena dev'essere proporzionale alla gravità del reato. In tal caso ciò non sarebbe rispettato, con tutte le ingiustizie del caso. 

In terzo luogo, l'iniziativa mette sullo stesso piano turisti del crimine e stranieri che sono nati o soggiornano da una vita in Svizzera. Addirittura persone con figli e famiglia residente nella Confederazione rischierebbero di essere rinviati nei propri paesi di origine, con drammi famigliari a seguire. Inoltre, ci sarebbe pure la possibilità che un giovane straniero, che non ha mai vissuto all'estero, possa essere rinviato in un paese in cui non ha mai vissuto e che non conosce. Tutto ciò può essere considerato come una ulteriore discriminazione verso gli stranieri, dato che ci sarebbe una pena diversa in base alla nazionalità. Il principio dell'uguaglianza e del “la legge è uguale per tutti” non sarebbero rispettati. 

In quarto luogo, l'oggetto in votazione mette sullo stesso calderone reati piccoli e grandi, senza distinzione. Non è prevista una differenziazione dei reati e delle pene. Notabile, tra l'altro, il fatto che non vengono citati tra i crimini rei di espulsione i reati finanziari. Ciò significa che i criminali facoltosi rimarranno impuniti. 

Gli iniziativisti affermano che la loro proposta porterà a una maggiore sicurezza. Tutto ciò è quanto mai falso e demagogico. Per risolvere la questione della delinquenza bisogna andare all'origine dei mali. Il che significa risolvere tutti i problemi di carattere sociale e socio-economico. Sono la miseria e l'emarginazione le cause principali della criminalità. La prevenzione reale passa attraverso politiche sociali, economiche ed integrative adeguate, con quest'ultime da considerare nel senso di lotta all'emarginazione sociale e professionale e alla ghetizzazione residenziale. 

In conclusione, per tutti i motivi di cui sopra, invito caldamente i miei concittadini a respingere in sede di voto questa ingiusta e discriminante iniziativa popolare. 

 
Stefano Araújo, Membro del Partito Comunista