Il Ps tira il "pacchetto" a Bertoli

Il Ps tira il "pacchetto" a Bertoli

Ottobre 18, 2017 - 23:08
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Il Comitato cantonale del Ps Ticino si è schierato contro il pacchetto fiscale e sociale del Consiglio di Stato.

Sala piena per il Comitato cantonale del Ps Ticino, riunito questa sera alla Casa del Popolo di Bellinzona. All'ordine del giorno dei socialisti ticinesi c'era la discussione sul pacchetto fiscale e sociale presentato dal Consiglio di Stato lo scorso mese.

A presentare le varie misure previste dal messaggio del Governo è stata la granconsigliera Milena Garobbio, membro della commissione tributaria. Quella del "pacchetto" governativo è stato proprio oggi protagonista a sinistra di due prese di posizione critiche sulla misura, quella del sindacato Unia e quella del Forum Alternativo di Franco Cavalli. Inoltre l'Mps, Movimento per il socialismo, aveva anch'esso preso posizione contro al pacchetto.

Dopo una lunga discussione il Comitato cantonale si è schierato, seguendo la proposta della direzione, contro il pacchetto fiscale sociale con  31 si, 21 no e 4 astenuti. Il presidente Ps ha proposto a nome della direzione l'adesione, qualora il messaggio fosse votato dal Gran Consiglio, del Ps al comitato referendario in fase di preparazione (che dovrebbe riunire Unia, il Forum Alternativo e l'Mps). Righini ha sostenuto che la riforma va congelata fino a che non saranno chiari i contorni della della riforma all'ordine del giorno a livello federale. Inoltre la parte fiscale e quella sociale devono, secondo Righini, essere votate casomai separatamente. Nulla da fare per l'emendamento proposto dalla municipale di Lugano Cristina Zanini Barzaghi, che chiedeva di rimandare la decisione su un eventuale referendum alla fine dei lavori commissionali in Gran Consiglio, come pure per l'emendamento di Manuele Bertoli, che chiedeva di rimandare la decisione alla fine delle discussioni in Gran Consiglio. Bocciato anche l'emendamento del già presidente del Comitato cantonale Evaristo Roncelli, che chiedeva di sottoporre alla base la decisione sul referendum. 

A dire la sua, in un video proiettato in sala è stato anche l'economista Sergio Rossi, professore presso l'università di Friborgo. La posizione dell'economista è stata molto netta: il pacchetto del Governo si inserisce nel solco degli sgravi fiscali di matrice neoliberista, tanto in voga "quando in Consiglio di Stato c'era Marina Masoni".

A difendere il pacchetto del Governo è invece sceso in campo il consigliere di Stato Manuele Bertoli. Gli sgravi fiscali, ha detto Bertoli, "non mi piacciono, lo dico chiaramente". Ma 21 milioni di sgravi in cambio di 21 milioni nella socialità, ha detto, è uno scambio "equo". 

Contro il pacchetto, a favore della posizione della direzione, si sono espressi fra gli altri la consigliera nazionale Marina Carobbio. "Compito della sinistra è diminuire le disegualianze, non aumentarle", ha detto.  Pure il capogruppo in Gran Consiglio Ivo Durisch si è detto contrario al pacchetto, come anche il già consigliere nazionale  Werner Carobbio. Contrari al pacchetto pure Tiziana Mona, mentre Gabriele Bolckau ha portato la posizione della Gioventù socialista contro il pacchetto. A dargli man forte gli esponenti Giso Aramis Gianini, Giulio Bozzini e il vicepresidente Ps Fabrizio Sirica. Anche la già presidente del Ps Ticino Anna Biscossa si è espressa a favore della posizione della direzione, definendo il pacchetto "un enorme trappola".

A favore della posizione del consigliere di Stato si sono invece espressi la granconsigliera Pelin Kandemir Bordoli, il già presidente del comitato cantonale Evaristo Roncelli, Pepita Vera Conforti e il granconsigliere Raoul Ghisletta.