Il Mattino: a Ferrise non piacciono le nuove banconote

Il Mattino: a Ferrise non piacciono le nuove banconote

Aprile 22, 2018 - 18:36
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Il Mattino della Domenica oggi ospita un’intervista al grafico Michel Ferrise.

Il Mattino della Domenica oggi ospita un’intervista al grafico Michel Ferrise (fra le altre cose ideatore della campagna “Bala i Rat”), incentrata sul suo giudizio sulle nuove serie di banconote svizzere emesse dalla BNS. A non piacere a Ferrise non è tanto l’aspetto grafico, della sicurezza e dell’innovazione (che per quanto riguarda il 10 franchi è stato riconosciuto International Bank Note Society come la migliore banconota al mondo), ma piuttosto la rappresentatività della Svizzera. “Di certo graficamente è un prodotto molto piacevole. E proprio questo può però rappresentare un grosso limite”, spiega Ferrise nell’intervista a pagina 15 dell’odierna edizione del domenicale. “La domanda che dobbiamo porci è piuttosto un’altra: il nuovo dieci franchi è davvero rappresentativo della Svizzera e delle sue peculiarità?”, spiega il grafico locarnese. “In altre parole: contiene qualcosa che caratterizza indiscutibilmente il nostro Paese?”. “Quella della precisione e della buona organizzazione non è solo una prerogativa svizzera”, si auto-risponde Ferrise. “Anzi, se chiede in giro per l’Europa i precisini per antonomasia sono altri, ossia i tedeschi. Eppure loro non si sono mai sognati, quando avevano ancora il Marco, di dedicare una banconota a questa loro peculiarità”. “Il cinquanta franchi”, prosegue, “ad esempio è davvero maestoso, con queste vette che vi sono disegnate sopra. Poi c’è un parapendio. Okay, abbiamo delle bellissime montagne, nei quali fare tanto sport: ma siamo gli unici ad avere questi elementi?”. “Se si voleva mostrare qualcosa dell’unicità svizzera, la mira è stata davvero scarsa”. “Non ne discuto la qualità grafica o stilistica”, dice. “Dovessi pronunciarmi solo su questo aspetto, la nuova serie meriterebbe un sei tondo tondo. Quel che le manca è la personalità. La nuova serie è impersonale, non descrive come dovrebbe la Svizzera”.