Il magistrato e il "papà" di Montalbano contro la Lega di Salvini

Il magistrato e il "papà" di Montalbano contro la Lega di Salvini

Luglio 08, 2018 - 11:43
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Lo scrittore Andrea Camilleri e il magistrato Gian Carlo Caselli criticano la Lega di Matteo Salvini.

Sono parole due quelle di Andrea Camilleri, lo scrittore dalla cui penna è nato il Commissario Montalbano. Intervistato da repubblica.it parla della situazione politica dell’Italia, "un paese che torna indietro, come i gamberi. È come se avesse cominciato a procedere in senso inverso, smarrendo le importanti conquiste sociali che aveva realizzato in passato. Se devo essere sincero, io non riconosco più gli italiani”, dice Camilleri. Il riferimento è alle dichiarazioni del Ministro degli Interni, il leader della Lega Matteo Salvini. “Non voglio fare paragoni - dice Camilleri - ma intorno alle posizioni estremiste di Salvini avverto lo stesso consenso che a dodici anni, nel 1937, sentivo intorno a Mussolini. Ed è un brutto consenso perché fa venire alla luce il lato peggiore degli italiani, quello che abbiamo sempre nascosto”. Ovvero? ”Prima di tutto il razzismo”, dichiara lo scrittore 93enne. “Noi ci siamo riparati dietro l'immagine stereotipata di 'italiani brava gente', ma non è sempre stato così, specie nell'Africa Orientale. Su questo preferisco sorvolare. Però ricordo ancora le scritte che mi accoglievano a Torino negli anni Sessanta quando andavo a lavorare nella sede Rai: 'Non si affittano case ai meridionali’”. “Abbiamo ricostruito l'Italia, ora la stiamo risfasciando. Per questa ragione sento di aver fallito come cittadino italiano. E mi pesa molto", conclude Camilleri.
Sempre su Salvini si è espresso anche il già magistrato italiano Giancarlo Caselli. Oggetto dell’intervista a fanpage.it sono le dichiarazioni del leghista Jacopo Morrone, sottosegretario alla Giustizia, in relazione alle indagini sui conti della Lega (vedi qui). “Mi auguro che ci sia una forte imparzialità e che anche in magistratura siano sempre meno presenti le correnti in particolare le correnti di sinistra e ci sia, invece, da parte vostra imparzialità“, ha dichiarato Marrone all’indirizzo dei magistrati. “Il problema non è più se il politico abbia rubato o sia colluso con la mafia. Il problema diventa il colore presunto della toga. Aggredire la Magistratura per sottrarre i propri interessi al controllo di legalità purtroppo è una tecnica collaudata. Non solo ai tempi del berlusconismo imperante. Anche prima”, dice Caselli.