Il Caffè: "la procura messa nell'angolo"

Il Caffè: "la procura messa nell'angolo"

Ottobre 07, 2018 - 12:57
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Il Caffè torna sulla nuova legge sulla polizia.

Il domenicale Il Caffè ritorna oggi sul tema della nuova legge di polizia, che dovrebbe estendere le facoltà della polizia in alcuni ambiti. "Con la nuova norma l’ufficiale di polizia può disporre un provvedimento restrittivo della durata massima di 24 ore nei confronti di persone che, per il loro comportamento, perturbano la sicurezza e l’ordine pubblico in modo grave e imminente", spiega al Caffè Gianluca Padlina, vice presidente dell’Ordine degli avvocati del cantone. MModificare l'operato della magistratura non è una tendenza solo ticinese. "L’ultimo esempio in ordine di tempo arriva dal giudice federale Niklaus Oberhalzer, secondo il quale il Ministero pubblico non dovrebbe essere l’unico ad avere voce in capitolo per quanto riguarda le misure di sorveglianza segrete", si legge sul Caffè. "Nel sistema attuale, precisa, il giudice non ascolta entrambi le parti nei casi di controllo telefonico o di cavalli di troia nei computer, ma solo gli inquirenti. L’accusato quindi non può esprimersi al riguardo, trattandosi di misure segrete. Da qui il suggerimento di ricorrere a un avvocato indipendente, senza che l’accusato venga informato. Ciò, per Oberhalzer, dovrebbe garantire i suoi diritti e rispetterebbe un principio che si applica sempre nelle procedure penali". "Il nuovo codice di procedura penale", dichiara sempre Padlina a Il Caffè, "parte sostanzialmente dal presupposto per cui l’avvio dell’attività investigativa da parte della polizia dovrebbe essenzialmente avere effetti analoghi all’apertura dell’istruzione da parte del ministero pubblico. Nelle nuove intenzioni invece la polizia effettuerebbe di fatto un lavoro di intelligence con il rischio di non avere la garanzia del Codice penale e quindi di produrre prove inutilizzabili".