I Verdi vanno da soli. La sinistra salverà due gruppi e consigliere di Stato?

I Verdi vanno da soli. La sinistra salverà due gruppi e consigliere di Stato?

Giugno 13, 2018 - 20:00
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Verdi e socialisti correranno con due liste separate in Consiglio di Stato. Quali conseguenze?

I Verdi del Ticino hanno deciso che per le elezioni cantonali 2019 correranno da soli sia per il Gran Consiglio che per il Coniglio di Stato, presentando delle proprie liste. Il Ps Ticino non potrà dunque beneficiare del supporto della presenza degli esponenti verdi nella propria lista per il Consiglio di Stato, cosa che sicuramente non facilita il compito della riconferma del seggio in Governo dei socialisti.
Per i Verdi l’obiettivo, ci spiega il co-coordinatore Nicola Schoenenberger, è la riconferma del gruppo Parlamentare in Gran Consiglio (dunque eleggere almeno 5 rappresentanti dei Verdi), “anche se molto ambizioso. Sarà difficile, ma in politica ci si deve dare obiettivi ambiziosi”.  “Poter formare un gruppo in Parlamento dà la possibilità di incidere realmente. Senza un gruppo è più difficile”. La scelta dei Verdi dunque è uguale a quella operata tre anni or sono per le cantonali del 2015, quando alla guida del partito c’era Sergio Savoia. “Non direi che sia la linea dettata da Sergio Savoia”, ci dice Schoenenberger. “C'era già in precedenza. Il partito dei Verdi è maturato nell'ultimo decennio. Ci sentiamo pronti ad essere una forza politica che non ha  più bisogno di presentarsi assieme ad altri partiti per le elezioni dell'esecutivo. Ciò non vuol però dire che non si collabori. La collaborazione su singoli temi rimane fondamentale, con tutti i partiti, dove c'è convergenza di opinione”.
“Un'ulteriore collaborazione”, prosegue il consigliere comunale di Lugano, “è possibile a mio avviso, ma lo dico a titolo personale, in vista delle elezioni federali, dove gli obiettivi mi sembrano più raggiungibili. Evidentemente l'area di centro sinistra non farà due consiglieri di Stato e al contempo a mio modo di vedere il Ps non rischia di perdere il proprio consigliere di Stato. L'utilità di unire le liste per mantenere il seggio Ps non è data”.
Una scelta condivisa anche dalla granconsigiera dei Verdi Michela Delcò Petralli. “I Verdi hanno sempre detto che vogliono essere indipendenti. Penso che questa sia una scelta coerente con le decisioni prese in passato e che ribadisce questa indipendenza rispetto al Ps”.  Ma quali sono i punti in cui i Verdi divergono dai socialisti in Gran Consiglio? “A volte siamo su posizioni differenti”, ci dice la deputata verde. “La maggioranza del gruppo in Gran Consiglio ha appoggiato gli sgravi fiscali, cosa che noi non abbiamo fatto. posizioni diverse”. Anche”sulla pianificazione del territorio siamo su linee diverse: noi a favore di bloccare l'edificazione ‘selvaggia’, mentre nel Ps da questo punto di vista  non c'è nessuna intenzione di farlo”.
“Inoltre”, prosegue Michela Delcò Petralli, “fare una lista da soli permette di avere maggiore visibilità. Credo che ci sia bisogno dei Verdi ed è giusto che i Verdi is profilino con il loro programma e con i loro interessi prioritari, che non sono gli stessi del Ps”.
“Per noi la situazione era già nota”, ci dice il presidente del Ps Ticino Igor Righini. “Era quello che ci aspettavamo. Fa parte di quello che siamo detti quando ci siamo incontrati”.