Delcò, Ghisletta, Galusero e Salvioni sul poliziotto che inneggiò al nazismo

Delcò, Ghisletta, Galusero e Salvioni sul poliziotto che inneggiò al nazismo

Luglio 17, 2018 - 14:13
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Abbiamo chiesto a quattro esponenti politici ticinesi il loro parere sulla vicenda del poliziotto che nel 2016 pubblicò post dal contenuto xenofobo.

Ha fatto discutere anche al di là del Gottardo la vicenda dell’agente di polizia ticinese che nel 2016 nel 2016 balzò agli onori delle cronache per una serie di post inneggianti al nazismo e al fascismo (vedi qui). Lo stesso agente, riportava Il Caffè la scorsa domenica, figura ora nelle liste delle promozioni che entreranno in vigore il prossimo 1 agosto (vedi qui). Il Partito borghese democratico ha chiesto l’espulsione per Thomas Keller, che sui social aveva scritto che Hitler non fu solo un tiranno o un dittatore, correggendo poi il tiro in seguito. “Forse ho risposto senza riflettere. Ma credo che ognuno abbia un lato buono”, ha detto.
Tornando in Ticino a far discutere ora è la promozione per cui l’agente in questione è stato indicato.  Chiedendo il parere ad alcuni esponenti politici canton ticinesi i pareri sull’accaduto in parte si discostano. “Penso che tutti abbiamo fatto degli sbagli nella vita. Credo si debba accertare se si è reso conto o meno che le sue affermazione era veramente fuori luogo”, ci dice la granconsigliera dei Verdi Michela Delcò Petralli. Ma “se non si è ravveduto e continua ad avere delle ideologie di questo genere evidentemente non è al posto giusto”, ci dice. “Credo siano i suoi superiori che abbiano la responsabilità di aver promosso una persona che eventualmente potrebbe avere ancora queste ideologia. Se ciò fosse il caso sarebbe grave per lui e per chi l'ha promosso”.
Il granconsigliere del Partito socialista e segretario della Vpod Raoul Ghisletta ritiene l’accaduto “preoccupante”. “Il Canton Ticino”, ci dichiara, “è uno Stato democratico ed è un problema se nella polizia di uno Stato democratico vi sono persone che inneggiano a dei modelli di Paesi totalitari”. Promozione o meno.  “Indipendentemente dal grado che ricopre all'interno del corpo di polizia, il problema è se delle persone nell'esercizio della forza e della coazione a nome dello Stato, non condividono i valori fondamentali di questo Stato, che deve garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini, svizzeri e stranieri, uomini e donne, indipendentemente dall’orientamento sessuale, e così via”.  Secondo Ghisletta “bisogna fare in modo che la polizia nella selezione dei suoi funzionari rimuova coloro che hanno idee simili, specialmente se hanno dei compiti operativi”.
Anche il granconsigliere Plr Giorgio Galusero, già "numero due" della Polizia cantonale negli anni '90, è piuttosto categorico, sull'opportunità che una persona con simili posizioni stia nel corpo di polizia. "No. Il corpo di polizia ha bisogno di un'immagine diversa". Tantomeno dunque condivide la scelta della promozione.
Non entra nel merito del caso il municipale Plr di Locarno Niccolò Salvioni, capodicastero sicurezza, che presuppone che la scelta della promozione “sia stata fatta in base alle norme legali”. “Presumo che l’agente in questione si sia ravveduto. Effettivamente se non l’avesse fatto sarebbe più preoccupante”, ci dichiara Salvioni. “In certi Stati d’Europa e non solo”, osserva Salvioni, “la concezione espressa dall'agente è piuttosto diffusa, con orientamenti nazionalsocialisti, di tutela della nazione a discapito di tutti quelli che ne stanno fuori. A parole e nei fatti, bloccando le frontiere, la libertà di movimento e trattando le persone da subumani”. Il municipale non ritiene però che quanto avvenuto con il caso ticinese significhi che “si  stia virando a destra in maniera irreparabile”. “Il fatto che se ne dibatta vuol dire che le sentinelle e i cani da guardia della democrazia sono attivi”, ci dice. “È giusto che si dibatta e che non si dimentichi quanto avvenuto durante la Seconda guerra mondiale, fatti che poi hanno portato alle Convenzioni europee e delle Nazioni Unite per i diritti umani”. "Spero che questo principio possa prevalere anche in novembre quando si voterà sull'Iniziativa dell'Udc sull'autodeterminazione, che ha anche quale obiettivo quello escludere la Svizzera dalla tutela dei diritti fondamentali da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo", chiude Salvioni.