Deepl, il traduttore che cambierà l’Europa

Deepl, il traduttore che cambierà l’Europa

Ottobre 30, 2017 - 17:30

Ormai il computer ci capisce anche se non parliamo con lui. Benvenuti nel futuro.

deepl.com, il nuovo sito di traduzione
Non sai cosa è www.deepl.com? Beh, non lo sapevo nemmeno io fino a una settimana fa, quando una cara amcia me lo ha indicato, facendomi capire che non si trattava di un replicante di google translator. Ero davanti a un sacré cambiamento epocale!
Con l’occhietto scettico che mi contraddistingue sono andato a provarlo. E sono rimasto choccato. Lo ho fatto vedere al mio professore, perfettamente bilingue italiano-tedesco, ed è rimasto choccato. Concretamente: traduce dall’italiano al tedesco (e tante altre lingue), gratis, in modo quasi perfetto.
 
Una rivoluzione per chi studia in dentro!
Un qualsiasi studente p.e. di giurisprudenza d’ora in poi potrà scrivere un seminario in italiano, tradurlo in 3 secondi con deepl.com, controllarlo essere sicuro che le parole tecniche van bene e poi farlo rileggere a un lingua-madre per scovare eventuali (rarissimi) errori di traduzione.
E questo è talmente vero che un’altra amica che zoppica un po’ con la lingua ha scritto una presentazione da leggere in classe in italiano, la ha tradotta, e io non ero in grado di dire se ci fossero errori. Non essendo io di lingua madre, non potevo dirle se effettivamente alcune frasi funzionassero al 100%. Ma nessuno all’università si aspetta che un ticinese sappia il tedesco al 100%.
In pratica non solo il lavoro del traduttore diventa quasi inutile, ma addirittura nessuno potrà ora più trincerarsi dietro il problema di non capire i testi in un’altra lingua. Perché quella differenza non esiste più, la traduzione automatica è ormai una realtà. Gratis.
 
 
Tradurre, un lavoro complesso
La lingua, questa sconosciuta. È difficilissimo tradurre, perché la parola non necessariamente dice quello che sembra dire. La parola è contesto, ma soprattutto è assenza: spesso le parole non dette sono più importanti di quelle espresse. Un computer quindi probabilmente non potrà mai sostituire completamente gli umani, perché essi hanno una storia e un contesto.
C’è però necessità di una base di comprensione, anche per trasmettere i giusti silenzi. Per questo ci sono la grammatica e la sintassi, nonché un contesto interno lineare. Per capirsi bisogna anche capire che si sta capendo e ci sono dei sistemi di regole e di eccezioni che lo permettono.
Ti faccio un esempio: in tedesco la parola “autobus” si traduce “Bus”, il suo plurale è “Busse”. Ma la parola “Busse” in italiano si traduce anche “multa”. Ci si chiede: perché mai un programma informatico dovrebbe capire che si sta parlando di multe e non di autobus che salgono in valle? Ecco, se google translator era convinto che per salire in valle era necessario beccarsi due multe, deepl.com ti fa prendere i tuoi due autobus che ti fan arrivare a Corippo sano e salvo.
 
 
Dalla traduzione all’antropologia?
Anni fa un amico traduttore (che ora gioiosamente fa il macchinista ferroviario) mi spiegava che la via ormai era quella della traduzione automatica. Ovvero anche i traduttori umani ora usano dei programmi complessi e si occupano di controllare come è la traduzione finale. Ormai sono più antropologi che traduttori, verrebbe da dirsi.
La giravolta di www.deepl.com è comunque il fatto che è gratis. Cioè è un programmino online, ovvero un algoritmo basico basico, che è in grado di capirti quando parli. Perché siamone coscienti: tradurre compiutamente significa capire anche le sfumature. E deepl le capisce.
Unica condizione: che scrivi in italiano corretto. Ovvero che anche tu piccolo essere umano hai deciso di usare una grammatica standard e compiuta, e non il dialetto stretto di Scudellate. Qua si nota come effettivamente il lavoro del traduttore, quello bravo, è insostituibile, siccome è anzitutto un lavoro culturale. Ovvero cogliere le sfumature più profonde.
Sfumature che però nella società del tutto veloce e tutto subito, o nella società della prestazione e della valutazione, non sono né necessarie, né ben viste. Ecco perché deepl.com entra diretto nei temi del nostro Malleus Maleficarum!
 
 
Il computer ci capisce: ci sta bene?
Il primo passo della tecnologia pervasiva era che google.com ci anticipava cosa su cosa avremmo voluto cercare on-line. Se avevo appena valutato un Chianti su Vivino, probabilmente quando scrivo “bottiglia” google mi consiglia “bottiglia Chianti”. Ma quello è probabilità, è big data.
Qua siamo un passo decisamente oltre.
Per la prima volta internet ci dimostra quello che tutti aspettavamo dai tempi di Isaac Asimov: il computer ci capisce. E lo fa senza che parliamo con lui: non stiamo lanciando un comando, o un clic. No, la comunicazione è diretta a un terzo, contiene pensieri normali, non informatici.
Diciamo che sto scrivendo a te e stiamo usando lingue diverse. E quindi tu non mi capisci. Ora: il computer è in grado di capirmi come se fosse lui il destinatario del messaggio che sto trasmettendo. È come se io parlassi con lui, lui mi capisce e trasmette un messaggio di riflesso che, attenzione attenzione, io non posso capire, ma tu sì.
Paradossalmente il computer ci capisce di più di noi due messi insieme, siccome il computer capisce me e capisce te, mentre io non ti capisco e tu non mi capisci. È evidente: tutto questo ha conseguenze esplosive. E tutta la società deve esserne consapevole, il mondo scolastico in primis. Cari docenti di lingua: siete pronti a fare i conti con la modernità?
 
 
Filippo Contarini