Dal 2011 cresce la povertà. Ma perché?

Dal 2011 cresce la povertà. Ma perché?

Luglio 08, 2018 - 12:18
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L'economista Angelo Rossi sull'Azione affronta le statistiche sulla povertà. Dal 2011 in crescita, manca ancora un'analisi che spieghi le cause.

Povertà in Ticino. A parlarne sull’ultimo numero del settimanale “Azione” è l’economista Angelo Rossi in un articolo che affronta la tematica sotto un punto di vista, come lui stesso dice, in genere trascurato. “Per molto tempo e, soprattutto, a livello di politiche sociali, la povertà è stata definita fissando una soglia di reddito, la soglia di povertà per l’appunto, al di sotto della quale si trova la popolazione povera”. Questa soglia è fissata in genere al 60% del reddito mediano di un Paese o una regione. Stando a questa sogli emerge che in Svizzera il 15% della popolazione è povera, in Ticino ben il 30%. “Perché in Ticino dovrebbe esserci una quota di popolazione a rischio di povertà superiore al doppio della quota media della Svizzera è difficile da spiegare”, osserva Rossi, e ancora più dicibile da spiegare è che questo divario si sia formato in soli 5 anni a partire dal 2011.
L’economista ricorda però che la recente ricerca è più critica sulle definizioni di povertà basate su una soglia di reddito e privilegia invece dati come l’essere in ritardo con i pagamenti, non potersi concedere una vacanza, rinunciare al riscaldamento dell’appartamento o all’automobile. Secondo questi criteri nel 2016 era il 7,6% della popolazione ticinese che era in stato di povertà, il 5,3% a livello svizzero. Anche su questa base però a partire dal 2011 si riscontra un aumento della quota di povertà. “Ci sono più fattori come, ad esempio, l’aumento dell’effettivo di rifugiati, l’aumento di quello dei disoccupati che non ricevono più indennità dall’assicurazione contro la disoccupazione, ecc, che potrebbero concorrere a una spiegazione”, scrive Rossi.  “Finora però nessuno si è preoccupato di eseguire questa analisi”.