Chiesa, Denti e Merlo nell'Udc? "Sono più le cose che ci uniscono, che quelle che ci dividono"

Chiesa, Denti e Merlo nell'Udc? "Sono più le cose che ci uniscono, che quelle che ci dividono"

Settembre 12, 2017 - 22:35
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Il gruppo Udc alle Camere federali si è espresso. I parlamentari democentristi hanno deciso di dare il loro sostegno alla candidatura di Ignazio Cassis per il seggio Plr in Consiglio federale. Abbiamo chiesto al consigliere nazionale Udc Marco Chiesa di spiegarci i motivi di questa scelta, e abbiamo approfittato dell'occasione per parlare anche di "esuli verdi". 

Marco Chiesa, una settimana fa il presidente del Ps Ticino Igor Righini (al comitato cantonale del partito) diceva che Ignazio Cassis non lo rappresenta. Con la notizia di oggi possiamo dire che invece Cassis rappresenta l'Udc?
Ignazio Cassis rappresenta il Partito liberale radicale (Plr) ed è uno dei candidati che ci quel partito ci ha sottoposto. Non credo che Ignazio Cassis abbia le idee dell'Udc, altrimenti farebbe parte del nostro partito. 

Noi siamo però chiamati a scegliere fra i tre candidati del Plr. Pensa che voterei un candidato che fa parte di un movimento che vuole l'adesione della Svizzera all'Unione europea, come ad esempio il candidato ginevrino (Pierre Maudet, ndr)? Probabilmente lo sceglierebbe Righini, ma non io.

 

 

Cassis dunque dei tre è quello che più si avvicina alla vostra linea politica?

In tutti e tre i candidati ci sono elementi che condividiamo e altri che non condividiamo. Il nostro gruppo ha tenuto in considerazione due criteri. Il primo è la concordanza, e dunque non abbiamo scelto qualcuno al di fuori dei tre nomi proposti. Come secondo fattore ha giocato un ruolo importante anche l'assenza della Svizzera Italiana dal Consiglio federale e il rispetto della Costituzione Svizzera, che prevede la rappresentanza anche di questa ragione linguistica.

 

 

Dunque siete anche disposti a sostenere un candidato che si è dichiarato a favore della legalizzazione non solo della cannabis, ma anche della cocaina?

Nell'audizione sono stati toccati moltissimi temi. Quello da lei citato era un tema, ma evidentemente non quello più importante.

 

 

A favore di Cassis quanto ha pesato la sua dichiarazione fatta la scorsa settimana al telegiornale della Rts romanda, dove ha detto che in Svizzera arrivano troppi migranti?

Non entro nel merito delle discussioni che sono state fatte, anche per rispetto dei tre candidati. Quanto è stato detto rimarrà nel verbale delle audizioni. Ogni deputato ha potuto farsi autonomamente il suo parere.

È chiaro però che se il partito vuole avere più peso deve essere compatto. Si è dunque deciso di mettere il peso di tutto il partito su un unico candidato.

 

 

Nel gruppo parlamentare dell'Udc alle Camere federali figurano anche i due esponenti della Lega dei Ticinesi in Consiglio nazionale, Lorenzo Quadri e Roberta Pantani, che hanno già avuto modo di esternare la loro avversione per la candidatura di Cassis. Facendo parte del gruppo parlamentare ci sarà un "ordine di scuderia" valido anche per loro, o potranno votare chi preferiranno in tutta libertà?

La decisione del gruppo è quella di attenersi alla linea. La Lega dei Ticinesi ha sempre dichiarato la sua posizione ed è rispettata.

 

 

Non vi saranno dunque imposizioni da parte del gruppo?

No. Anche perché i due consiglieri nazionali leghisti fanno sì parte del gruppo parlamentare, ma rappresentano evidentemente un altro movimento.

 

 

Sempre oggi lei ha inoltrato una mozione al Consiglio federale in cui chiede che la Confederazione compensi finanziariamente il Canton Ticino per la mancata entrata in vigore del nuovo accordo italo-svizzero sui frontalieri. Il suo collega di partito Tiziano Galeazzi in Gran Consiglio ha fatto la stessa richiesta, aggiungendo quella del blocco dei ristorni dei frontalieri. Una misura già adottata qualche anno fa. Poi i ristorni furono sbloccati. Pensa sia una strada ancora efficace?

Il congelamento del versamento dei ristorni dei frontalieri è probabilmente la misura a cui la controparte italiana è più sensibile. Credo che si debba agire senza avere timore della vicina Penisola, dimostrando che siamo pronti a tutelare i nostri interessi. Dobbiamo avere molto più coraggio.

 

 

Oggi Ticinonews riportava che i granconsiglieri dei Verdi Tamara Merlo e Franco Denti starebbero per passare all'Udc. Il suo partito è davvero pronto ad accogliere Merlo e Denti?

Sono solo un membro dell'Udc, non posso parlare per tutto il partito. Conosco però i due deputati in questione e li stimo molto. Con Franco Denti in particolare ho un buon rapporto d'amicizia. Mi è dispiaciuto vedere quello che è successo all'interno del loro gruppo. Io ero piuttosto legato a Sergio Savoia, con cui ho condotto diverse battaglie, non da ultima quella sulla preferenza indigena, che i Verdi hanno peraltro anche nel loro programma. Se volessero continuare a portare avanti questa battaglia, penso che potrebbero farlo con l'Udc. Con Franco Denti poi potremmo avere dei confronti arricchenti anche per quanto riguarda la politica sanitaria. Io credo che ci siano più elementi in comune rispetto a quelli che ci dividono.

 

 

Dunque lei vede di buon occhio una possibile adesione di Denti e Merlo all'Udc?

Credo che con le persone intelligenti si possa sempre collaborare in modo positivo.