Caos in Venezuela. Vogliamo un aiuto dal Ticino...

Caos in Venezuela. Vogliamo un aiuto dal Ticino...

Agosto 24, 2017 - 00:30

La situazione di tensione esplosiva in Venezuela è sotto gli occhi di tutti, ma capirci qualcosa è un altro paio di maniche. Forse qualche formazione politica di sinistra "dura e pura" potrà darci una mano...

Partiamo da un assunto: io di Sudamerica non ci capisco niente. E con questo spirito mi approccio al problema del Venezuela, perché cerco qualcuno che mi aiuti a capirci qualcosa.
 
Riassunto: come spesso succede, anni fa la sinistra si è buttata anima e corpo sull’idolatria di una persona, Chavez, che ha rappresentato un momento di svolta significativo nella democrazia sudamericana. Stanchi di rimanere sotto scacco nel gioco del colonialismo nordamericano, la popolazione e, soprattutto, l’esercito, ha seguito il suo colonnello Chavez in una forma di nazionalismo di sinistra contemporaneo.
 
Ho conosciuto diplomatici svizzeri di sinistra attivi in Sudamerica completamente rapiti dal chavismo. Altri invece, sempre di sinistra e sempre in Sudamerica, letteralmente nauseati. Lasciando da parte le solite storie della carenza di carta da cesso tanto la situazione economica è drammatica, la WOZ mi ha stupito con un articolo durissimo, un po’ meno di un annetto fa, sui risvolti economici del chavismo, in particolare riguardo la gestione petrolifera.
 
Come sapete la WOZ non è un pericoloso giornale borghese imperialista, la sua redazione è zeppa di mangiabambini come da queste parti. Ma come, ci si dirà, il giornale di sinistra che attacca l’idolo della sinistra? Eppure la critica è documentata e fondata, come la si vorrebbe dal famoso sempre richiesto giornalismo indipendente. Si sostiene semplicemente che al governo ci sono degli inetti, che di gestione dell’industria petrolifera e di gestione delle priorità macroeconomiche capiscono poco o niente.
 
Primo riflesso possibile: il giornalista che ha scritto l’articolo non è di sinistra (ha lavorato per la Weltwoche!). Ok, riflesso banale.
 
Secondo riflesso possibile: è colpa a turno degli americani imperialisti, dell’OPEC, dell’emancipazione rivoluzionaria che non arriva in un giorno, della situazione che aveva lasciato il governo precedente tutto petrolio e corruzione, eccetera. Ok, tutto possibile, riflesso già più interessante.
 
La confusione è però ora sempre più forte. E secondo me la sinistra dovrebbe veramente sforzarsi per spiegarci cosa succede in questo mare di contraddizioni del socialismo reale.
 
Negli anni abbiamo assistito da lontano un po’ a tutto, tra riforme autoritarie personalistiche e vere e proprie riforme sociali, ma la guerra fra poteri delle ultime settimane è incomprensibile se qualcuno non ce la spiega. Il Caffè ci informava infatti domenica scorsa che la procuratrice generale ha dovuto lasciare il Paese. Uno cerca un po’ su internet e scopre che la signora Ortega Diaz è chavista. Ma come? Quindi se si capisce bene il chavista Maduro ha fatto dichiarare persona non grata la procuratrice chavista. Non solo: ora il presidente Maduro ha indetto delle elezioni per una Costituente (a cui l’opposizione non ha partecipato) con l’obiettivo di cambiare… la Costituzione di Chavez, fatta già allora peraltro a colpi di decreti e referendum plebiscitari.
 
Capite che in tanti vorremmo che il cartello delle associazioni di sinistra dura ticinese ci aiutasse sul serio a capire cosa sta succedendo in questo caos venezuelano. Non basta un comunicato drammaticamente vuoto in salsa 1930 che ci dice che bisogna sostenere “il Processo Costituente in Venezuela” che “permetterà di promuovere il dibattito politico necessario per definire la direzione della nazione, resistendo di fronte al capitalismo”. Non basta perché da queste parti noi sogniamo esempi di Democrazia reale (che, fra l’altro, cozza pesantemente con un rozzo e antiquato concetto di Nazione), perché nella società di internet possiamo avere notizie fresche dal Venezuela, ma abbiamo bisogno di qualcuno che ce le contestualizzi.
 
Ci aiuteranno?
 
 
 
Filippo Contarini