Auspici e realtà...

Auspici e realtà...

Dicembre 24, 2016 - 22:30
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Gli obiettivi annunciati ad inizio stagione non sembrano per ora a portata di mano per le due ticinesi sul ghiaccio. Vedremo se il Natale porterà nuove energie, altrimenti i due presidenti dovranno ridimensionare le loro ambizioni. 

Come tutti ben sappiamo i presupposti di Lugano ed Ambrì Piotta parlavano di squadre più competitive e concrete rispetto alla precedente stagione. Se a Lugano la presidente si prefiggeva di vincere una delle quattro competizioni che si sarebbero affrontate, quindi NLA, Swiss Cup, Champions Hockey Legue e Spengler Cup, ad oggi gli uomini di Shedden hanno già “toppato” nella metà dei tornei succitati. Il Lugano è infatti uscito dapprima dalla Swiss Cup per poi seguire con la CHL.
 
A metà stagione ancora due tornei rimangono aperti, ma rispetto alle prospettive iniziali ci si aspettava certo un Lugano più competitivo. Comunque ricordiamoci che per partecipare ai playoff si può anche arrivare ottavi, e dopo, tutto può succedere!
 
Se a Lugano non è tutto rose e fiori, ad Ambrì le cose non sono molto diverse. Infatti ad inizio stagione il presidente dichiarò di aspirare ai playoff, non solo approdandoci dopo diversi anni di assenza, ma bensì ambendo alle semifinali! Ad oggi l'Ambrì è ultimo in classifica e non sembra avere la grinta e l'orgoglio, che sono da sempre il vanto della squadra valligiana, necessari a ribaltare la situazione in campionato. La situazione in Leventina è ancor più critica perché l'Ambrì è penultimo dietro a squadre in profonda crisi come il Gottéron, il Servette, il Koten e il Lagnau (promosso nella massima serie svizzera il campionato scorso).
 
L'Ambrì mette sul ghiaccio un hockey privo di spirito, i giocatori non lottano, nemmeno i beniamini locali, e gli stranieri non fanno ciò che dovrebbero fare, soprattutto quello che nell'estate appena trascorsa è stato definito il colpaccio di mercato per gli uomini di Kossmann, e cioè Matt D'Agostini, ex topscorer del Servette che dal suo arrivo nella valle ticinese è diventato non il motore come ci si aspettava, ma quasi la zavorra, insomma un acquisto infruttuoso ma dispendioso per una squadra in difficoltà economiche e con la nuova pista da costruire.
 
Il campionato è ancora lungo e la pausa natalizia dovrà senza ombra di dubbio essere sfruttata, ma se nelle prime sfide del 2017 la squadra non dovesse reagire bisognerà ridimensionare le aspettative e anche il presidente dovrà essere realista e non continuare a pensare di riuscire ad approdare ai playoff. Di miracoli sul ghiaccio l'Ambrì, quest'anno, non è in grado di farne.