Anche agli hacker piace la letteratura

Anche agli hacker piace la letteratura

Febbraio 19, 2016 - 02:10

A gennaio è stato pubblicato il primo numero di "The Torist", la prima rivista lettararia nata nel deep web.

Il deep web, una parte del web che è accessibile solo attraverso determinati motori di ricerca e che permette agli utenti di restare anonimi, è salito agli onori della cronaca prevalentemente per la vicenda del sito Silk Road, che permetteva di comprare ogni genere di prodotto, dalle armi alla droga, e per aver lanciato il bitcoin, la moneta virtuale.
Il deep web è pure molto frequentato da utenti di sentimenti libertari e che sono interessati a tematiche quali la privacy e l'eccessiva sorveglianza dei governi. Da gennaio il deep web ha pure una sua rivista letteraria. Si tratta di "The Torist" (da The Onion Router, detto Tor, uno dei principali browser utilizzati per navigare il deep web), fondata da  Robert W. Gehl, un professore dell'università dello Utah specializzato in tecnologie della comunicazione, e da un utente anonimo noto con lo pseudonimo di GHM.
L'obbiettivo di "The Torist è quello di strutturare meglio le discussioni e le idee che circolano fra gli utenti di questo peculiare mondo informatico. Un anno fa Gehl e GHM, interessati a capire che tipo di letteratura e di discussione sulla letteratura potesse nascere sul deep web, decisero di creare una rivista dedicata all'argomento.
A gennaio è stato rilasciato, disponibile a tutti e senza copyright (ma ottenibile solo attraverso il deep weeb) il primo numero della rivista letteraria, composta da 51 pagine contenenti tre racconti, alcune poesie di due autori diversi, due testi di saggistica e la prefazione con cui Gehl e GMH presentano il loro lavoro. Tutti i testi affrontano, in modi diversi, il rapporto fra l'uomo e la tecnologia. Vi è ad esempio un racconto estratto dal romanzo "The United States of Air" di J. M. Porup, ambientato in un futuro distopico che ha come protagonista un agente della NSA (l'agenzia statunitense che si occupa dello spionaggio delle telecomunicazioni). L'autorevole rivista letteraria statunitense "Literary Hub" ha definito alcuni dei pezzi contenuti in "The Torist" "piuttosto buoni".