“La televisione pubblica non porta coesione nazionale”

“La televisione pubblica non porta coesione nazionale”

Luglio 20, 2018 - 22:00
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La SSR, un fondamentale fattore per la coesione nazionale? Forse, fatto sta che stando a quando emerge dall’indagine condotta da Publicom sull’emittente pubblica svizzero tedesca quanto avviene nella Svizzera Italiana e in Romandia viene “coperto” per usare un eufemismo, molto poco… Abbiamo sentito il parere su questo argomento di Alain Bühler consigliere comunale luganese dell'Udc e copresidente del comitato No Billag Ticino, visto che in qulla campagna quello della coesione nazionale è stato un argomento che più volte è emerso…
 

Alain Buhler, dal sondaggio di Publicom realizzato per l’Ufficio federale delle comunicazioni, emerge che sulla televisione pubblica svizzero tedesca le notizie provenienti dalla Svizzera Italiana e dalla Romandia dal 2014 ad oggi rappresentano solo il 2% delle informazioni trasmesse. Come giudica questo dato?
Non è una novità. A meno che non si tratti di casi di cronache che facciano particolarmente scalpore, altre notizie, che potrebbero essere interessanti, non filtrano attraverso i compartimenti della SRR.

Dal punto di vista della coesione nazionale ciò non rappresenta è un problema?
Durante la campagna per la votazione sull'iniziativa No Bullag ho ribadito più volte che non vi è una coesione nazionale generata dalla SSR. C'è solo un collante rappresentato dalla ripartizione del canone fra i vari compartimenti della SSR  Ognuna però si occupa quasi esclusivamente della propria regione e della politica federale. La televisione pubblica non porta a una maggior conoscenza, ad esempio, del Canton Neuchâtel da parte dei ticinesi, o del Ticino da parte di chi abita a Sciaffusa.

E per i media privati?
Nel servizio pubblico vi sono certi obblighi. Il media privato punta allo share e segue la volontà dei telespettatori se vuole sopravvivere. Per il servizio pubblico è diverso, ha più libertà di manovra. 


Una libertà di manovra che voi però avete criticato…
Se per libertà di manovra si intende seguire la linea dell'ideologia mainstream a livello nazionale, no, non sono d'accordo. Accontentare tutti è impossibile, ma bisogna mantenere un certo equilibrio. Come nel caso di Andrea Vosti e i servizi su Donald Trump, che hanno fatto arrabbiare numerosi telespettatori. Non deve esserci un'opinione che domina sulle altre. 
Credo che anche la perdita di ascolti di Rete 1, se confermato il dato del 9%, sia in parte dovuta alla linea di pensiero che ha quell'eminente. Qualcuno potrebbe essersi stufato di ascoltarla.